FILMING & performing arts
with an alter-EUROPEAN REGARD
in una TORINO non piegata
Il 30 giugno 2026 si è tenuta la 33a assemblea annuale della FERT. Liberatasi dai chiodi dell’autocensura e dal sepolcro dei muri di gomma, la FERT ha depositato un’Osservazione (ineludibile) al preliminare di Piano Regolatore: la presenteremo pubblicamente la sera del 6 luglio all’evento indetto da Altro Piano per Torino (vedi in nuova scheda).
Nella Torino odierna si prospettano programmi “industriali” come armamenti, data center, grandi eventi, ospedali su palafitte, trafori di montagne e colline, sino alla vendita e allo stupro del verde pubblico. Ma nell’epoca dei BRICS, del riscatto e dello sviluppo di Paesi umiliati dal colonialismo e dal neocolonialismo, il cinema con pochi mezzi può essere esigente nella concezione di storie che diano parola ai pesci, vista alle talpe, dignità agli schiavi, nella ricerca di sviluppo intellettuale e sociale, per un futuro governato dalla responsabilità. Così che anche il teatro di chi si attiva per il buongoverno diventi lessico performativo fuori dal sistema e avverso ai media del non-pensiero unico.
Miriamo ad avviare sperimentazioni che possano attrarre e sviluppare risorse fresche e progetti innovativi sia sul piano culturale sia su quello ambientale e tecnologico.
La sperimentazione è un appello ad autori e attivisti, ad autori astensionisti, a talenti negletti, ostracizzati e blacklisted.
Di tutto questo abbiamo discusso in assemblea martedì 30 giugno, con artist* teatrali e cineast* – Stiamo ora curando l’edizione definitiva delle 6 brevi tesi sulle quali si è svolta la discussione assembleare, secondo le indicazioni che ne sono emerse. A presto!